Biomassa Eolico Fotovoltaico Geotermico Amianto
BIOGAS

La conversione biochimica si ottiene con i seguenti processi:

- FERMENTAZIONE ALCOLICA;
- TRANSESTERIFICAZIONE DEGLI OLII VEGETALI;
- DIGESTIONE AEROBICA;
- DIGESTIONE ANAEROBICA.

Tra i sistemi sopraelencati, di particolare interesse e diffusione in Italia è la digestione anaerobica per la produzione di biogas.
Si tratta di un processo attraverso il quale si ottiene la degradazione della sostanza organica mediante l’azione di microrganismi anaerobi, in assenza di ossigeno.
Sebbene in Italia la produzione di biogas sia stata nel passato in prevalenza generata attraverso la degradazione dei materiali organici stratificati in discarica, si stima che il comparto agro-zootecnico sia divenuto a partire dal 2009 il settore nazionale di riferimento per lo sviluppo su larga scala della digestione anaerobica.
Il biogas prodotto è utilizzato prevalentemente all’interno degli impianti di cogenerazione per la produzione simultanea di energia termica ed elettrica; quest’ultima, beneficiando degli incentivi per la vendita di energia elettrica, erogati dall’Ente preposto (GSE, Gestore Servizi Energetici), consente di ridurre il tempo di recupero dell’investimento del capitale iniziale.
La remunerazione della produzione elettrica ottenuta da biomassa, sia attraverso la conversione termochimica sia attraverso la biodigestione, avviene secondo una tariffazione onnicomprensiva (per impianti che siano stati avviati entro il 31 dicembre 2012) e, dal 1° gennaio 2013 e sino al 31 dicembre 2015, secondo un sistema di calcolo che comprende alcuni incentivi relativi alle prerogative ecologiche ed energetiche di ciascun impianto (con un meccanismo crescente di premialità per gli impianti più ecologici e performanti).

SCHEMA DI IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI BIOGAS

La struttura di un impianto per la produzione di biogas può essere sintetizzata come segue:
- serbatoio per il deposito dei liquami e/o di materiali organici fluidi;
- sistema di frammentazione e miscelazione della biomassa solida, in prevalenza costituita da materiali vegetali fermentescibili;
- dispositivo di regolazione della portata di introduzione della biomassa da trattare;
- dispositivo di miscelazione per rendere omogeneo il fluido organico che alimenta i digestori;
- digestore anaerobico, in pratica un serbatoio ermeticamente chiuso nel quale il liquame e le altre biomasse si stratificano negli orizzonti inferiori del reattore, mentre il biogas man mano prodotto gorgoglia verso la parte superiore del digestore;
- recipiente esterno per la raccolta e lo stoccaggio del liquame trattato (il quale prende il nome di “digestato”);
- serbatoio di stoccaggio del biogas collegato al cogeneratore.
- separatore: che divide la parte liquida da quella solida del digestato. Con la parte solida preventivamente trattata e lavorata nel Tunnel RD, si può ottenere un combustibile con alto potere calorifico che utilizzato per alimentare un Pirogassificatore potrà produrre altra energia elettrica “Incentivata”, calore e Biochar (residuo della Gassificazione utile per la concimazione)

Il biogas prodotto contiene dal 50 al 58% di metano, e può essere utilizzato per alimentare un motore a combustione interna a ciclo Otto per l’azionamento di un alternatore per la produzione di energia elettrica; contemporaneamente si ottiene per la produzione di energia termica attraverso il recupero del calore dai gas di scarico del motore, i quali vengono espulsi ad elevata temperatura (sino a 550 °C).